giovedì, Giugno 20, 2024
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incendio ferrocart: melasecche “basta roghi seriali. Volgari quanto ridicole speculazioni del pd”

“In un momento in cui occorrerebbe la massima coesione di fronte ad episodi preoccupanti che vedono ripetersi con una certa cadenza roghi di masse rilevanti di rifiuti, comprese quantità enormi di plastica, assistiamo ad attacchi ad personam da parte del PD che, se fossero da prendere sul serio, sarebbero da bollare come ignobili. Chi ha governato l’Umbria e tutte le sue città per cinquant’anni prova a ricorrere alla consueta “damnatio memoriae” in merito al proprio comportamento, in particolare a Terni, in cui si è distinto per un feroce “negazionismo ambientale” a tutela spesso di interessi di parte storicamente ripetuti ed accertati. Esistono responsabilità gravi della sinistra a causa delle proprie gestioni fallimentari, sia dal punto di vista della correttezza amministrativa (è recente le condanna di vari amministratori da parte della Corte dei Conti per il dissesto finanziario del Comune di Terni) sia come bilancio ambientale, dimenticando quando quel partito, egemone in tutti gli enti locali, ha favorito in tutti i modi la costruzione e la gestione dei ben tre inceneritori all’epoca funzionanti, un record mondiale, l’uno accanto all’altro a pochi metri di distanza: ASM, Printer e Terni-Ena. Qualcuno dimentica che quelle amministrazioni garantirono alla struttura Terni-Ena, grazie all’”autorizzazione semplificata”, il business dell’importazione del pulper di cartiera quale carburante da incenerire a pagamento, al posto delle biomasse vergini da acquistare sul mercato. Senza tale “favore”, da tempo la Conca Ternana avrebbe visto chiudere l’ultimo di quegli impianti. Basterebbe ripubblicare gli atti della commissione regionale di inchiesta sull’inceneritore Terni-Ena e sulle domande poste all’ex sindaco che non ebbero mai risposta in merito ai finanziamenti da parte del sistema di trattamento dei rifiuti”.

“Sarebbe anche sufficiente ricordare come l’altro inceneritore, quello dell’ASM, fosse un forno a cielo aperto, bloccato dalla stessa ASL perché emetteva diossina senza limiti, successivamente sfiancato per bruciare decine di migliaia di tonnellate di farine animali importate per fare business a buon mercato. Inoltre fu poi, senza un doveroso revamping, scientemente deliberato di utilizzarlo per bruciare rifiuti ospedalieri pericolosi importati da tutta Italia. Tutte battaglie queste che mi hanno visto orgogliosamente all’opposizione, contro l’inquinamento ed a tutela della salute e dello sviluppo cittadino in una logica di rigoroso rispetto dell’ambiente. Hanno fatto storia le due fiaccolate organizzate a Terni con l’allora consigliere regionale Carlo Ripa di Meana proprio contro il sistema di quella sinistra che aveva costruito un vero e proprio “regime”, come dichiarò lo stesso Arcivescovo di Perugia Mons. Chiaretti. Con quale faccia oggi può, l’estensore di certi comunicati stampa, di fronte ad episodi preoccupanti che vedono il ripetersi negli ultimi anni di enormi falò di rifiuti, a detrimento della qualità dell’aria, deteriorando un’immagine della nostra regione e delle nostre città, utilizzare strumentalmente tali episodi pur di sollevare polveroni solo per confondere le idee ai cittadini?”. Enrico Melasecche, assessore regionale. 

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